Il lansoprazole fa male?

lansoprazolo fa male
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Il lansoprazoloè tra i farmaci più venduti nel nostro paese e in genere si utilizza per il trattamento di patologie come il reflusso gastroesofageo, le ulcere a stomaco e/o duodeno, per combattere una produzione eccessiva di acidi nello stomaco e trattare i sintomi della sindrome di Zollinger-Ellison (SZE). 

Se il paziente è positivo all’Helicobacter pylori può essere utile a prevenire il rischio di un’ulcera. Il lansoprazolo funzione da inibitore della pompa protonica, significa che va a bloccare la produzione degli acidi gastrici andando anche ad inibire l’enzima idrogeno-potassio ATPasi, adenosintrifosfatasi.

Il prodotto si può acquistare senza richiedere la prescrizione medica, ma è comunque consigliabile consultare il medico o il farmacista di fiducia prima di iniziare una terapia a base di lansoprazolo. Anche se è un principio attivo sicuro, non è senza effetti collaterali, cosa che vale per tutti i farmaci.

Può anche interagire con altri farmaci e in determinate condizioni del paziente può richiedere precauzioni specifiche. Vediamo ora di capire se il lansoprazolo fa male e di conoscere meglio quali sono gli effetti collaterali ad esso associati. Continua a leggere.

Lansoprazolo: fa male?

Il lansoprazolo, se assunto occasionalmente e seguendo le indicazioni del medico, in genere è un principio attivo sicuro tanto che i medicinali possono essere acquistati anche senza presentare una ricetta medica.

Come anticipato, nonostante ciò, è sempre importante rivolgersi al medico prima di iniziare una terapia a base di lansoprazolo. Anche se si tratta di un principio attivo generalmente sicuro, esso è associato ad alcuni effetti collaterali, avvertenze e controindicazioni. Vediamo quali.

Tra gli effetti collaterali del lansoprazolo il più comune è la diarrea, se però le feci sono acquose e la diarrea persiste, è importante contattare subito il medico. Anche il mal di testa è tra gli effetti collaterali comuni come lo sono anche la nausea, i capogiri e il vomito, o la flatulenza, la costipazione e il prurito.

In casi rari possono comparire anche convulsioni, difficoltà a respirare e/o a deglutire, sensazione di testa leggera, tremore, raucedine, spasmi muscolari, senso di forte stanchezza, perdita di capelli, febbre, inappetenza e sensibilità alla luce.

Dopo i 50 anni di età se il farmaco viene assunto in modo prolungato, può aumentare il rischio di fratture. Altri effetti indesiderati noti sono riduzione dei globuli bianchi, anemia, pancreatite, impotenza e rischio di candidiasi.

Nei soggetti sensibili possono verificarsi reazioni allergiche al principio attivo con rash cutanei fino allo shock anafilattico. Il lansoprazolo ha anche delle interazioni e delle avvertenze.

Può interagire con altri farmaci e per questo bisogna comunicare al medico se si stanno seguendo anche altre terapie. I principi attivi che possono interagire con il lansoprazolo sono la teofillina, la fluvoxamina, la rifampicina, il sucralfato e l’itraconazolo.

Non bisogna assumere farmaci a base di lansoprazolo se si soffre di ipersensibilità al principio attivo e se si è in terapia con il medicinale antiretrovirale atazanavir.

Vediamo ora di ricapitolare in maniera dettagliata quali sono gli effetti collaterali possibili del lansoprazolo nel paragrafo che segue. Li divideremo per insiemi in modo che sia tutto più chiaro.

Effetti collaterali

Ricapitoliamo gli effetti collaterali del lansoprazolo dividendoli in modo chiaro.

  • Cardiovascolari: ipotensione e tachicardia;
  • Dermatologici: prurito, orticaria, rash cutaneo, affezioni cutanee, eruzione lichenoide, sindrome di Stevens Johnson, necrolisi epidermica tossica, alopecia e reazioni anafilattiche;
  • Endocrini: impotenza e ginecomastia;
  • Centrali: cefalea, stanchezza, insonnia, vertigini, irrequietezza, disturbi del sonno, sonnolenza, confusione, depressione, inappetenza, ipereccitabilità, ansia e irritabilità;
  • Muscoloscheletrici: tendinite achillea, artropatia, aumento della creatinfosfochinasi, miopatia, debolezza muscolare, miosite e rabdomiolisi.
  • Ematici: anemia, agranulocitosi, anemia aplastica, anemia emolitica, eosinofilia, aumento dell’ematocrito, aumento dei livelli di emoglobina, leucopenia, discrasia ematica, neutropenia, trombocitopenia e pancitopenia;
  • Metabolici: iperuricemia, incremento dei livelli di gastrina, aumento dei livelli di colesterolo nel sangue;
  • Tratto respiratorio: tosse, rinite e faringite;
  • Gastrointestinali: colite, nausea, costipazione, diarrea, anoressia, distensione addominale, vomito, xerostomia, dispepsia, flatulenza, epigastralgia.
  • Sistemici: sete, sintomi influenzali, reazioni anafilattiche, febbre, incremento degli enzimi pancreatici.

Un paragrafo a sé per gli effetti collaterali epatici, dato che molti pazienti si preoccupano, giustamente, degli effetti dei medicinali sul proprio fegato:

  • Epatici: epatite, ittero, colelitiasi e alterazioni degli indici di funzionalità epatica.

Effetti collaterali sporadici:

  • Colite ulcerativa, colite microscopica.

Vediamo ora di capire in conclusione se il lansoprazolo fa male oppure no. Continua a leggere la nostra guida su questo principio attivo.

Conclusioni

In conclusione assumere lansoprazolo è sicuro, ma come ogni medicinale in commercio possono esserci degli effetti collaterali anche gravi. Per questa ragione è sempre importante leggere bene il foglietto illustrativo e chiedere consiglio al medico o al farmacista di fiducia prima di assumere qualsiasi farmaco, anche da banco e senza ricetta medica.

Non dimenticare che la nostra guida ha solo scopo informativo e che non può in alcun modo sostituire il parere del tuo medico. Se hai un qualsiasi dubbio sulla sicurezza e sul consumo di farmaci a base di lansoprazolo, chiedi consiglio al tuo medico o al tuo farmacista di fiducia. Evita il fai da te, in salute non è mai raccomandabile.

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